Vivere e lavorare all’estero – 2° pt. – L’importanza di reinventarsi

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Vivere e lavorare all’estero – 2° pt. – L’importanza di reinventarsi

di Alan Revolti

Quando ci frulla nella testa l’idea di trasferirci in un paese straniero è perché́ pensiamo che in Italia non abbiamo più̀ alcuna speranza di andare avanti, perché́ forse siamo costretti a vivere una vita al limite della sopravvivenza. È vero! La crisi economica degli ultimi anni ha prostrato letteralmente molti cittadini italiani e non solo, anche in altre parti del mondo. Il tasso di povertà̀ cresce a dismisura e la disoccupazione in larghe fasce di popolazione è in continuo aumento. E allora che fare? Questa è la domanda che assilla la maggior parte di coloro che vivono al di sotto delle proprie possibilità̀ economiche e che spesso non riescono a pagare l’affitto o le bollette.

Ammettiamo che qualcuno si trovi in difficoltà perché́ ha perso il lavoro e non riesce a trovarne un altro. La prima cosa che consiglierei a queste persone è di valutare se c’è la possibilità̀, pur rimanendo in Italia, di reinventarsi, cioè̀ di svolgere una mansione lavorativa diversa da quella che hanno sempre svolto.

Se un muratore ha perso il suo posto di lavoro perché́ l’azienda è fallita potrebbe provare in altre imprese edili della zona di residenza, oppure potrebbe egli stesso, con l’esperienza acquisita in molti anni di lavoro a proporre piccoli lavori di manutenzione, ristrutturazione, fai da te.

Questo è un pratico esempio di come ci si può̀ reinventare.

Un altro modo per reinventarsi è quella di considerare la formazione in settori in cui ci sente portati e di cui si intuisce di avere delle attitudini a svolgere determinate mansioni professionali. Si tratterebbe quindi di frequentare corsi di formazione che ci permettano di apprendere una nuova professione per la quale la crisi si è fatta sentire meno che nel settore nel quale eravamo impegnati da anni.

Ho conosciuto una ragazza che faceva la commessa e che improvvisamente ha perso il lavoro. Non sapendo più̀ come fare a vivere, ha pensato di frequentare un corso da cuoca e si è diplomata. Ha avuto la possibilità̀ di esaminare diverse proposte di lavoro nella nuova professione ma poi, per sua fortuna, l’azienda che l’aveva licenziata, ha aperto una nuova sede in una località̀ vicina a quella dove aveva la sua residenza e questa ragazza è tornata a fare il suo vecchio lavoro di commessa.

Reinventarsi, talvolta può̀ rivelarsi una ottima strategia per andare avanti e spesso può̀ essere l’unica soluzione per non soccombere. Ne parleremo ancora nel corso della trattazione dei vari argomenti.

L’adattamento alle abitudini e alla vita nel nuovo paese

In qualsiasi progetto di trasferimento è necessario considerare molte cose prima di fare il grande passo. Alcune le abbiamo già̀ analizzate nelle pagine precedenti. Ecco un altro fattore molto importante da valutare: quello relativo all’adattamento alla nuova località̀. Molte statistiche confermano che uno dei più̀ grandi fattori di stress è costituito proprio dal trasferimento in un altro paese. Questa voce si trova al 2° posto nella classifica delle cose più̀ stressanti, dopo l’elaborazione del lutto di un caro congiunto che occupa il primo posto.

Dobbiamo levarci dalla mente il luogo comune che la vita in quei paesi baciati dal sole tutto l’anno, sia una favola in cui ci si può̀ affrancare dai pensieri e dallo stress. Aprire un bar sulla spiaggia è il sogno di tutti. Ma poi funzionerà̀? Provate a vedere quanti bar adiacenti alle spiagge di tutto il mondo sono in vendita, anche a poche decine di migliaia di euro! Questo dovrebbe farci riflettere.

Però non voglio demotivarvi e farvi pensare tutto nero. Non avrebbe senso nemmeno questa Guida. Però vi invito a riflettere bene e a programmare attentamente ogni cosa.

Per fare in modo che la vita all’estero funzioni non bastano solo i soldi, ci vuole il giusto atteggiamento. Un carattere estremamente adattabile, abile nel problem solving, che non si scoraggia dinnanzi alle difficoltà e che non si fa intimidire da niente e da nessuno, fosse anche qualche semplice approfittatore che crede di poter approfittare della nostra impreparazione o del fatto che non abbiamo ancora la necessaria esperienza perché́ non abbiamo compreso appieno le dinamiche del paese nel quale ci siamo trasferiti. Non serve farci prendere dall’ansia, respiriamo profondamente, un po’ alla volta impareremo a calarci nelle abitudini e nei costumi del nuovo paese. Basta solo del tempo.

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