Amare significa… Non dover mai dire: “Mi dispiace”

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Amare significa… Non dover mai dire: “Mi dispiace”

È tanto tempo che desideravo scrivere sull’amore ma la verità è che non ci avevo mai pensato seriamente.

Non sono un docente e nemmeno un illustre studioso che insegna strategie d’amore, non sono un mago che prepara pozioni e filtri d’amore. Sono uno come tanti, uno come voi, che ha sperimentato l’innamoramento più di una volta e lo ha vissuto – credo – al meglio delle sue possibilità. Sono quindi un’autodidatta che ha imparato l’amore a sue spese. Del resto, l’esperienza acquisita in una determinata materia è grande maestra, a volte vale molto di più di tanto studio.

Non pretendo di dire l’ultima parola sull’amore, sarei sciocco a pensarlo, non intendo scoprire regole matematiche che funzionano sempre, sarebbe impossibile pretendere scientificità da un sentimento come l’amore così soggetto a variabili di ogni tipo[1].

Le mie sono solo suggestioni, consigli derivanti dall’esperienza, spunti, riflessioni, proposte per inventare o reinventare l’amore, per capire se vale la pena investire in questo campo tutte le nostre energie o è meglio dedicarsi ad altre attività più gratificanti.

Eppure, ci domandiamo, che cosa c’è di meglio di vivere un innamoramento? Quale altra attività potrebbe saturarci in modo completo come l’esperienza dell’amore?

Non pretendo di avere la risposta giusta a queste domande, avrei bisogno di più dati, dovrei conoscere anche l’esperienza dei lettori sull’argomento. Però ho una mia idea, un concetto preciso sull’amore. Ed è questo: “se non hai mai amato, non hai mai vissuto”. Questa affermazione, che potrà sembrare a qualcuno forse troppo impegnativa, ha la sua ragione. Qual è alternativa abbiamo? Che cosa meglio dell’amore per un’altra persona può realizzarci completamente in corpo e spirito? Il lavoro? Il Successo? I soldi? Ma cosa me ne faccio di tutto questo se non posso condividerlo con qualcuno che amo? E che cosa c’è di meglio che costruire la propria vita, il proprio successo, la carriera, la famiglia, con la collaborazione di chi è importante per noi? Con la persona con la quale abbiamo deciso di vivere la nostra quotidianità attimo per attimo?

“Siamo fatti per amare” – afferma una canzone di Nek e che lo vogliamo o no, solo dando e ricevendo amore potremo realizzarci come uomini.

Lo avrete già capito. In questo Manuale parlerò di un solo tipo d’amore circoscrivendolo ai rapporti di coppia, escludendo di proposito quell’altro amore di per sé ancor più grande e complesso, che dovrebbe essere il motore di ciascuna esistenza, ciò che unisce tutti gli uomini nella solidarietà, nel reciproco soccorso nei momenti di bisogno, cioè l’amore spirituale, divinizzato, del quale parleremo semmai in un’altra pubblicazione.

La scelta di trattare i due diversi generi d’amore uno per volta mi pare ragionevole. Prima analizzeremo i moti amorosi che passano attraverso le passioni e l’istintualità presente in ciascuno di noi, nei vari giochi della seduzione dei sensi, del corteggiamento, dell’innamoramento e in altra sede diremo qualcosa di quello che potremmo definire il fratello maggiore, quell’amore maturo, ponderato, che tutto da senza pretendere nulla, che spesso va contro i propri interessi e arriva fino al punto di salire sul patibolo dei martiri.

Di questo secondo amore, lo ripeto, parleremo a suo tempo e a suo luogo in un libro appositamente dedicato.

Qui troverete spunti, strategie, riflessioni, esperienze di vita, consigli su come gestire – si spera con successo – il vostro rapporto di coppia, il vostro matrimonio, la vostra relazione d’amore. Per tenerla salda, rinvigorirla, metterla in discussione e farla rivivere, qualora ce ne fosse bisogno o se qualche vento di crisi l’ha messa in pericolo di sprofondare nell’abitudine e nella noia o peggio ancora nella via del non ritorno. 

E non è tanto importante se siete maschi o femmine, bianchi o neri, gay o eterosessuali. Questo Manuale vale per tutti, persino per i cattivi, “che poi così cattivi non sono mai” – come recita una famosa canzone, perché anche loro – se lo vogliono – sono capaci di amare.

Spero lo possiate trovare utile, pratico e d’aiuto per gestire quell’amore che ciascuno di noi ha sempre pensato e bramato con tanto ardore.

Ciascuno impara la vita da sé, affermava il testo di una canzone di Marco Masini e tanti lo fanno attraverso le loro esperienze e quelle degli altri.

Fino a quando non ci mettiamo il becco, provando tutto il peso di determinate esperienze negative sulle nostre spalle, difficilmente siamo inclini a comprenderne il valore.

Ed anche le esperienze negative altrui possono essere utili per crescere e migliorare. Molte persone, infatti, fanno tesoro di certi eventi negativi vissuti da amici e parenti ed evitano di trovarsi nelle medesime situazioni incresciose. Imparano quindi dalle esperienze degli altri.

In realtà si tratta di casi rari; di persone che sanno osservare, ascoltare, porsi in azione e sintetizzare in modo ottimale il loro vissuto esperienziale per metterlo a frutto allo scopo di crescere e migliorare, evitando perciò gli spiacevoli incidenti di percorso grazie alle proprie naturali doti di strategia, all’intelligenza e al savoir faire.  

C’è da chiedersi prima di tutto perché l’epoca attuale, ancor più dei decenni passati, registri così tante crisi matrimoniali?

All’inizio del XIX secolo e poi anche nei decenni successivi, fino agli anni ’40, lo stile di vita di ciascun uomo era in qualche modo standardizzato entro determinati canoni comuni alla maggior parte dell’umanità.

Le guerre, le divisioni, la diffusa povertà, la carenza di lavoro, l’indigenza diffusa, la mancanza di cure efficaci anche per malattie ora curabili, rappresentavano una sorta di filtro per la vita e per la morte. Sotto certi aspetti, per milioni di persone, tanti mali diffusi sono stati la tavola della loro salvezza e hanno giocato a loro favore. Per lo meno nell’impostazione delle loro relazioni interpersonali.

Sappiamo bene che il male in comune è di conforto per le nostre anime e in quei tristi e dolorosi momenti il senso di appartenenza ad un nucleo è quanto di più prezioso possa esistere.

È infatti nel bisogno, nella necessità, nel dolore condiviso che spesso emergono le migliori qualità delle persone. Ne sono un esempio tutte le guerre, i genocidi di massa, le stragi terroristiche.

Come possiamo dimenticare la generosità di Arthur Schindler quando, rischiando in prima persona anche dal punto di vista patrimoniale, ha dato soccorso a migliaia di ebrei altrimenti condannati alle camere a gas?!

Episodi del genere se ne registrano a centinaia anche nel nostro tempo recente. Abbiamo la testimonianza di molte persone che hanno vissuto il dramma dell’11 settembre a New York, quando due aerei si sono abbattuti sul World Trade Center. Alcuni di loro affermano che in quei dolorosi momenti erano riusciti a riscoprire il senso di appartenenza alla società e il significato di mutuo scambio e soccorso. Era emersa la loro generosità nel donarsi e molti di loro hanno persino messo in evidenza il loro eroismo nel sacrificarsi per gli altri, avevano sentito che tutto quello che dovevano fare era aprirsi a favore di chi chiedeva aiuto e si trovava nel bisognoso. Perché in fin dei conti, prevale sempre la vita. Su ogni cosa, per dolorosa che sia, prevale la vita e non la morte.

Sul sito on line del quotidiano “La Repubblica” si attesta che stando ai dati Istat riguardo a separazioni e divorzi in Italia “la tendenza è in continuo aumento. Nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si è arrivati a 311 e 182. L’età media alla separazione è di circa 46 anni per i mariti e di 43 per le mogli; in caso di divorzio raggiunge, rispettivamente, 47 e 44 anni”.

(Fonte: http://www.repubblica.it – 27.05.2013).

Che cosa è cambiato nella società rispetto agli anni scorsi, perché un incremento tanto sostanziale delle separazioni e dei divorzi?

Amare significa non dover mai dire: “Mi dispiace”

L’amore è il sentimento più bello al mondo. Noi viviamo d’amore, respiriamo amore fin dal primo nostro vagito.

Il pensiero dell’amore occupa la nostra mente più di ogni altro. E come dice la canzone di Nek – siamo fatti per amare.

L’amore per un’altra persona ci pervade in ogni momento della nostra giornata ma ci sono particolari periodi dell’anno deputati a questo sentimento che ci strugge e ci delizia allo stesso tempo. Il mese di febbraio ad esempio, è dedicato più degli altri all’amore. Il 14 febbraio, giorno di San Valentino, noi celebriamo l’amore nell’accezione più alta del termine. Ci doniamo al nostro partner con tutto l’ardore possibile per dimostrare che è per noi la cosa più importante al mondo.

Febbraio è il mese del romanticismo e del tempo, non solo dei pensieri romantici, ma soprattutto delle azioni romantiche.

Innanzitutto, dobbiamo distinguere tra amore inteso come semplice incontro sessuale e amore nel suo più ampio significato, cioè quello di un sentimento che oltrepassa i limiti passionali e diventa anche mentale e spirituale oltre che fisico e questo genere di amore – come diceva il protagonista del film “Love Story”non deve mai dire “mi dispiace”.

Oggi qui parliamo dell’amore puro, dell’amore vero, quello che fa battere il cuore e arrossire il viso. L’amore così inteso ha in sé qualcosa di onnipotente che tutto può e che riguarda il rapporto tra due persone che si prendono cura l’una dell’altra, tanto che, quando il contatto fisico non è più possibile per ragioni dovute alla vecchiaia o alla malattia, esse sentono ancora quel bisogno di stare insieme per il grande amore che condividono l’uno per l’altra.

Ma è possibile tutto ciò?

La risposta è affermativa. Sì, è possibile vivere questo straordinario tipo di amore nella nostra vita. Basta solo cercarlo, trovarlo, volerlo, coltivarlo, condividerlo.

Le informazioni contenute in questo articolo sono destinate a tutti coloro che sanno poco o nulla dell’amore, ma anche a quelli che dopo varie esperienze anche dolorose, hanno gettato la spugna e si sono arresi.

Cercheremo di capire insieme che cosa fare quando stiamo per vivere il cosiddetto “stato nascente”[2], quando alle porte del nostro cuore bussa con insistenza il tempo dell’amore.

Queste informazioni saranno utili per il giovane teenager un po’ inesperto, ma anche per i più maturi o quelli che fino a questo momento hanno vissuto nella mondanità e nella libertà più assoluta evitando di impegnarsi seriamente dal punto di vista sentimentale ed ora hanno deciso di “metter su casa”.

Queste informazioni sono per tutti, alti e bassi, belli e brutti, grassi e magri, giovani e attempati. Sono naturalmente da considerarsi come un punto di partenza per la vostra immaginazione e possono forse aiutarvi a far scattare quella scintilla d’amore per la prima o per l’ennesima volta, se siete più avanti negli anni e non sapete come gestire i vostri affari di cuore forse perché, nella vita, siete sempre stati un po’ impacciati in questo campo.

Tenete a mente che soprattutto la creatività e non solo il denaro, è la chiave per costruire un meraviglioso rapporto d’amore ed un indimenticabile giorno di San Valentino da trascorrere con la persona amata per molti anni. L’amore è una cosa meravigliosa da condividere attimo per attimo con un altro essere umano. Il problema è che alcune persone, senza rendersene conto, considerano l’amore e la persona che amano come qualcosa di scontato. Nulla di più errato!!! Niente può ferire di più i sentimenti di un’altra persona che viene considerata un dato di fatto, una cosa scontata.

Quindi non cadete mai in questo errore grossolano. Ricordate che lo sforzo da solo senza uno scopo, è uno sforzo mal orientato in una direzione sbagliata che non darà alcun frutto. Ci deve essere un fine alto e nobile affinché lo sforzo valga la pena di essere compiuto.

Uno dei motivi principali che contribuiscono a creare problemi all’interno del matrimonio, è l’aspetto legato all’incompatibilità della coppia.

Dopo l’entusiasmo iniziale che spesso diminuisce velocemente, i partner possono scoprire ben presto di sentirsi chiusi in una relazione che va loro stretta e dalla quale vorrebbero fuggire.

Alla base di tutto può esserci l’incompatibilità caratteriale che vede i due partner in ruoli incompatibili e non complementari. Sembra che essi non condividono nulla in comune.

Se per certi versi questo aspetto può essere positivo, per altri costituisce la principale ragione della rottura di molte relazioni di coppia e tantissimi matrimoni. Il rapporto diventa ingestibile e nella coppia si instaurano momenti di tensione difficili da appianare.

Posso citare l’esempio di uno psicologo il quale durante un trattamento psicoanalitico, ricordava ad un suo paziente, che la relazione ideale si fonda su aspetti comuni condivisi ma anche su qualche differenza.

Infatti, se i due partner sono del tutto uguali, il rapporto potrebbe cadere nella stereotipia e nella monotonia, mentre se i valori di base sono comuni ma alcune passioni differiscono, questo aspetto dovrebbe favorire la buona e positiva evoluzione della relazione.

In una situazione come quella descritta, le diverse esperienze e punti di vista non dovrebbero essere motivo di contrasto ma semmai di crescita. Il vissuto personale, affettivo, professionale del nostro partner, soprattutto quello pregresso, costituisce un valore aggiunto che dovrebbe arricchire la vita di coppia, perché fondamentalmente è motivo di scambio.

Tali input possono servirci per imparare qualcosa che non sapevamo o che ignoravamo del tutto.

Il confronto, a nostro avviso, è un bene prezioso che bisognerebbe preservare, soprattutto in un mondo così individualista e qualunquista che tende ad isolare il singolo piuttosto di integrarlo negli aspetti della vita sociale per un comune benessere. 

[1] Eppure, sembra che in America, un team di esperti formato da uno psicologo, una sociologa, una psichiatra e un consulente spirituale, abbiano tentato un esperimento di compatibilità di coppia, basandosi su un metodo scientifico. Molti di voi avranno certamente visto sulle reti Sky il programma “Matrimonio a prima vista” in cui 3 coppie sono state selezionate sulla base di criteri di scientificità.

[2] Cfr. “Innamoramento e amore” – Francesco Alberoni.

Fonte: “Manuale d’amore – Guida per coppie felici” di Beppe Amico

 

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